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Sketch of the “Child Substitute” before I created it
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Titolo

Sostitugenito

Descrizione Opera



La riproduzione del Sostituto, ovvero la rappresentazione degli elementi che formano il mio mondo, ricostruita con grandi fotografie e con un quadro concluso (una Sedimentazione), invece che con un quadro in continua trasformazione. Questa è l’opera che a differenza del Sostituto permette di cristallizzare e bloccare l’atto ad un certo punto, e allo stesso tempo di essere moltiplicato e serializzato. L’opera è stata concepita nel 2018 e potrà essere editata negli anni in diverse versioni, ogni volta con un quadro differente e con più o meno stampe fotografiche. Non si tratta di un multiplo, ma di pezzi unici. L’opera è composta da cinque fotografie e da un quadro. Le foto riproducono i quattro “Archiviatori”: il “Sedimentario” (fronte e retro), il “Quadro infinito”, la “Diarioteca” e la “Casa Diari Papà”. Il quadro, una “Sedimentazione” può variare ogni volta di dimensioni e viene appesa direttamente sulla foto del retro del “Sedimentario” esattamente nel punto in cui è stata dipinta. Il titolo crea una relazione con le parole: primogenito, secondogenito, terzogenito… Il “Sostitugenito” è una filiazione del “Sostituto” che a sua volta è l’emulazione del “Luogogesto”, lo spazio dedicato alla pratica pittorica nello studio, il punto di massima sintesi di tutto il mio lavoro. Nasce dalla necessità di portare verso l’esterno non tanto l’oggetto pittorico quanto il gesto in sé, cercando di evocarlo in un’opera cristallizzata. Una installazione che ha la possibilità di moltiplicarsi, di esistere più volte, sempre con una pittura differente. Che cos’è il gesto a cui mi riferisco? È la possibilità che ha l’uomo di reiterare all’infinito la sua presenza nel mondo attraverso un segno di espressione. Quest’opera riproduce il luogo dove si è manifestata ripetutamente l’azione e per tenere in considerazione l’atto stesso, porta l’attenzione sugli oggetti che definiscono il mio universo. Per definire lo spazio determinato negli anni dal movimento del corpo nel dipingere, ho utilizzato gli “archiviatori”, ovvero i quattro oggetti utili a conservare la materia pittorica, traccia dell’esistenza. Come in un’istantanea ho cercato di condensare l’essenza della mia pratica in un’unica immagine, di farne un concentrato, di realizzare una rappresentazione sintetica di tutto il corpo del mio lavoro per permettere di trattenere un pezzetto di questo gesto di per sé transitorio. Aggiungo ancora un’ultima questione, quella della memoria riattivata. Il colore della “Sedimentazione” e del “Quadro infinito” non sono gli stessi, non coincidono. Voglio dire cioè che questo lavoro porta in sé due temporalità diverse, da un lato quella del colore nell’attimo in cui è stata scattata la foto del “Quadro Infinito” e dall’altra il proseguimento della memoria in un momento differente, quello nel quale è stato dipinto l’ultimo strato delle “Sedimentazione” qui presente fisicamente nello spazio. Alla fine ogni cosa si ricompone in un’assonometria ortogonale dove ciascun elemento viene spiaccicato sulla parete, posto su un unico piano e raccolto immediatamente dallo sguardo tutto d’un colpo. Prima o poi mi piacerebbe esporre più “Sostitugeniti” l’uno accanto all’altro, proprio per accentuare il senso della molteplicità e allo stesso tempo sottolineare la loro unicità nella differenza.



Descrizione Serie



Gli “sdoppiamenti” sono una forma di filiazione da altre opere. Ogni tanto accanto o al posto di una originaria se ne forma parallelamente un’altra.



Opere Correlate





Esposizioni





Documenti





Dati

Tecnica e materiali

Stampe fotografiche su pvc, pittura ad olio su tela

Tipologia

Installazione

Serie

Sdoppiamenti

Numero Archivio

2019_Installazione_Sdoppiamenti_002

Dimensioni

Ambientali / Environmental

Crediti

Foto delle stampe fotografiche di Francesco Allegretto