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autoritratto / pensare con la pittura / persistere (sedimentazioni, quadro infinito, diari)
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# 5.03

Persistere (sedimentazioni, quadro infinito, diari)

 

Una permanente trasformazione.

Insistere su un punto. Reiterare. Rincontrare ogni giorno il medesimo atto. Andare dentro e sempre più a fondo. E’ nel tempo che si osserva il cambiamento. 
Dagli inizi del 2000 sto con le Sedimentazioni, i Diari, il Quadro Infinito, in un processo essenziale, minimo e regolare. Come se da quel momento avessi circoscritto gli argini entro cui stare in un flusso dove la trasformazione avviene sempre attraverso un unico elemento: il colore che cambia ogni giorno. La tavolozza si è ristretta. Il colore nasce e si modifica sempre nello stesso punto: la ciotola. Ed è con quella materia che compio il mio gesto quotidiano, che dipingo sopra le mie tele. Sono partita da grandi formati e dall'aver affrontato lo spazio con tutto il mio corpo. Progressivamente, invece, mi sono sempre più avvicinata al piccolo, al poco e al concentrato. E' una questione d'energia che s'incanala nella densità. Se il mio lavoro è fatto di materia e di tempo, di tempo della vita, non posso che prendere atto che questo tempo è un tempo piuttosto breve ma è anche il più lungo che un essere umano possa davvero concepire, di cui si possa fare esperienza. Un tempo denso, ristretto, condensato. 
 
SEDIMENTAZIONI
Uno strato sopra l'altro. Il gesto è sempre quello: spalmare una materia fluida su una superficie bidimensionale, fino a coprirla quasi del tutto, ma mai totalmente. Il processo si dichiara: in alto rimane un bordo che racconta il passaggio di tutti i colori che mi hanno portato a quell'ultimo strato. Ogni Sedimentazione è come se fosse il frammento di un quadro che si sviluppa nel tempo e che si dipinge all'infinito.
 
DIARIO
Si tratta di una stecca di legno dipinta, alta dieci centimetri e lunga un metro. Il primo colore copre tutta la superficie, il secondo comincia lasciando visibile 2 cm del primo e così via fino ad arrivare a coprire in questo modo l'intera superficie. Il lavoro finisce quando finisce lo spazio disponibile. 
Il Diario mantiene una traccia di tutto quello che è passato nella tazza e documenta dai 3 ai 5 mesi del mio tempo. Un diario fatto di colori anziché di parole.

IL QUADRO INFINITO
Dal 2006 tutti i giorni lo stesso colore viene depositato anche sopra il Quadro infinito. Ogni colore precedente viene cancellato dallo strato successivo. Il colore è una materia con una certa consistenza. Tanti micro strati di pittura stesi su una superficie bidimensionale vanno a formare un oggetto tridimensionale. Il quadro s'ispessisce e si allarga con il tempo. Una sostanza che si accumula che prende spazio, che pesa, che ingombra. Tanti colori, tanti strati nel tempo vanno a costituire nell'insieme un unico corpo, un'unica materia-colore.

(Scritto nel 2013)
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